Menu

Il sole 24 ore, 17 Febbraio 2019 – Si narra che Thelonious Monk, l’acclamato pianista e compositore jazz statunitense, animatore con Dizzy Gillespie del bebop dotato di accordi essenziali e percussivi, non di rado interrompesse le sue esecuzioni per un ballo attorno al pianoforte in modo da far echeggiare, verificare e riflettere nell’ideale specchio del suo corpo il ritmo della sua musica. A evocare questo gesto è il filosofo Roberto Mancini dell’università di Macerata, in un suo saggio all’interno di un volume a più voci, offrendone però una diversa interpretazione: l’atto, più che una verifica, sarebbe stato «l’immergersi nella coralità, per sentire che anche il corpo era in armonia con la vita, rivelatasi nel suo movimento più naturale, il flusso materno» vitale. In tal modo si stabiliva anche un ponte di comunicazione-comunione col pubblico che fremeva sullo stesso …

Download full article